La parte nord del territorio rocchese forma la frazione San
Giacomo, una volta detta dei Boschi per la presenza
di grandi distese silvestri appartenenti ai conti di Rocca, nel
corso dei secoli sostituite da coltivazioni, in particolare vigneti.
La località è composta, oltre che da un piccolo nucleo
abitato nelle vicinanze della chiesa, da case sparse nella campagna
circostante.
Le prime notizie su San Giacomo risalgono al XIV secolo: nella zona
erano presenti le cascine Schierano e Zerba, che ancora oggi conservano
la struttura raccolta dell'impianto originario e, secondo alcune
fonti, la Savoia Vecchia, stazione di cambio dei cavalli e locanda
situata lungo un ramo della strada franca del Rio Secco, antica
via di comunicazione per il Monferrato e la Francia.
Il tracciato di questa strada partiva da Libarna, sulla via Postumia,
toccava Gavi, scendeva a Capriata, risaliva il Rio Secco nei pressi
di San Giacomo e proseguiva quindi attraverso la Corte di Carpeneto
per Acqui. Esistono antichi documenti, carte topografiche e atti
che trattano di questa via di comunicazione di notevole importanza.
Il culto di San Giacomo sorse nella zona probabilmente a opera di
pellegrini( non a caso anche a Gavi esiste la stessa devozione)
in viaggio verso Santiago de Compostela, in Spagna, dove ancora
oggi si venerano le reliquie dell'apostolo. La devozione a San Giacomo
era così sentita che i rocchesi la sostituirono al culto
di San Giovanni Battista, titolare originario della parrocchia di
Rocca Grimalda.